Precisazioni sull’indennizzo diretto

Il cosi detto Decreto Bersani, introdusse l’indennizzo diretto nella gestione dei sinistri. La volontà del legislatore era quella di velocizzare i risarcimenti assicurativi. Scopo buono e giusto, ma spesso questa pratica si è tradotta, nell’applicazione, in una serie di piccole e grandi vessazioni fatte al cliente danneggiato e che si ripercuotono sulla carrozzeria cui lo stesso ha firmato la cessione di credito.

Ogni rapporto contrattuale imposto o comunque accettato dal cliente in fase di sottoscrizione dell’assicurazione, ha valenza se il rapporto resta tra le parti, quindi il risarcimento viene richiesto all’assicurazione del danneggiato, ma non ne ha nessuna se il risarcimento è richiesto all’assicurazione del danneggiante. Ad esempio, qualsiasi indicazione/imposizione a far riparare il danno presso una carrozzeria fiduciaria, viene meno, così come l’eventuale applicazione di franchigie.

E’ del tutto evidente che se il danno è stato causato da colpa altrui, il danneggiato non deve essere penalizzato in alcun modo. Ovviamente le assicurazioni hanno interpretato la legge a loro favore, sostanzialmente sostenendo la tesi che il ricorso all’indennizzo diretto fosse obbligatorio (tralasciamo i casi di eccezione alla regola). La Corte Costituzionale (n.180/09) ha fatto definitivamente chiarezza, recitando “ L’azione diretta contro il proprio assicuratore è configurabile come facoltà, e quindi un’alternativa all’azione tradizionale per far valere la responsabilità dell’autore del danno”. Malgrado questa precisazione il ricorso all’indennizzo diretto è ampiamente diffuso, malgrado i danni che può procurare, perché, in teoria, anticipa i tempi del rimborso. Questo è tutto da dimostrare e verificare.

Lo stesso dicasi per i danni diversi (es. auto sostitutiva) la legge dice che “possono” non devono  essere inseriti nell’indennizzo diretto.

By |2020-03-09T17:43:26+00:00marzo 9th, 2020|News|